Che cos’è la PsicoNutrizione?

Che cos’è la PsicoNutrizione?

Per sconfiggere sovrappeso ed obesità, quando non si risponde ai parametri della chirurgia bariatrica, è possibile affidarsi ad un percorso di Psico Nutrizione che guida ogni persona ad acquisire uno stile di vita sano attraverso Step strutturati individualmente per ognuno.

Ma che cos’è la Psico Nutrizione?
Si tratta di un nuovo ed interessante approccio, olistico ed interdisciplinare, tra Scienza della Nutrizione e Psicologia, che esplora le relazioni tra pensieri, sentimenti e credenze inconsce sulla nutrizione, il loro impatto sulle condotte alimentari e sul metabolismo. In particolare si concentra sulle affascinanti connessioni tra cervello, corpo, digestione e comportamento alimentare. Esistono profonde connessioni tra ciò che mangiamo ed il nostro cervello. La Psico Nutrizione affronta in modo nuovo le problematiche più comuni della Fame Emotiva, della Dipendenza dal Cibo e le difficoltà che incontra soprattutto a lungo termine chi vuole dimagrire o vuole stabilire un rapporto più sano e benefico con la propria alimentazione.
Il percorso Psico Nutrizionale prevede, quindi, l’azione congiunta e combinata di due tipi di interventi strettamente correlati: l’intervento del dietista che attraverso il percorso di educazione alimentare, la dieta e la perdita di peso, inciderà su aspetti psicologici; perciò interviene lo psicologo-psicoterapeuta per lavorare, insieme al paziente, su aspetti riguardanti l’autostima, l’immagine corporea, la motivazione al cambiamento e una vasta gamma di emozioni, che a loro volta influiranno positivamente sull’alimentazione.

Per saperne di più www.centropsiconutrizione.it

Obesità, Dimagrimento e Narcisismo

Obesità, Dimagrimento e Narcisismo

Qualche volta, può sembrare che quasi all’improvviso siano diventate persone felici, che ci sanno fare con tutti, che piacciono e riscuotono grande successo, come se non avessero più alcuna fragilità; eppure le fragilità sono presenti in tutti noi essere umani. Questo essere sempre al centro della ribalta, in effetti, potrebbe essere anche la spia di una profonda insicurezza esistenziale che porta a desiderare l’attenzione degli altri quasi come una vera ossessione.
Si tratta di persone che, successivamente ad un importante dimagrimento, cominciano ad apparire particolarmente egocentriche. Non si tratta necessariamente di persone affette da disturbo di personalità narcisista, ma di tutti coloro che non riescono a vedersi se non al centro di un’immagine di grandiosa apparenza (per nascondere qualche insicurezza).
Nel caso specifico di persone affette da obesità, e che vivono un evidente calo ponderale, si tratta del profondo bisogno di essere riconosciute come persone “nuove”; finalmente, non provano più quel sentimento di vergogna che troppe volte è stato causa di chiusura in se stessi, emarginazione, stati ansioso depressivi, invalidanti per la gestione della vita quotidiana per molto, troppo tempo.
Sembra che una persona, intimamente, continui a non piacersi e non stimarsi, spesso solo perché non si conosce abbastanza e si colpevolizza per il suo stato di obesità che lo ha accompagnato fino a qualche mese prima. Per compensare questa insicurezza, che rimane anche dopo il dimagrimento, vuole piacere e conquistare, a tutti i costi, per ottenere così conferme del proprio valore.
Accade di ritrovarsi in compagnia ed osservare la tendenza a monopolizzare la serata, a colpi di battute brillanti, verso un pubblico da sedurre e dal quale ottenere conferme, emerge il voler dare una eccezionale immagine di sé. Inizialmente prende spazio un tratto di personalità appagante per chi lo vive e seducente per chi gli sta intorno. Ma, con il tempo, questa può logorare le relazioni intime e sociali, lasciando lo stesso senso di frustrazione e solitudine vissuto, quasi come costante, negli anni di obesità. Perciò, per dimagrire in maniera sana, è importante affidarsi a percorsi di psico nutrizione e/o chirurgia bariatrica con professionisti specializzati, affinché il processo di dimagrimento venga vissuto in maniera graduale e cercando, il più possibile, di dare spazio ad un sano equilibrio psico fisico.

Dr.ssa Graziana De Palma
Psicologa – Psicoterapeuta
Specializzata in dipendenze patologiche (sostanze stupefacenti, alcol, cibo …)
www.grazianadepalma.it

Primavera, che ansia!

Primavera, che ansia!

Arriva la primavera, le giornate si allungano ed aumenta anche il desiderio di stare all’aperto!
Tuttavia, si fanno sentire anche i fastidi del cambio di stagione: ansia, irrequietezza, stanchezza, insonnia, sbalzi di umore, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione, nervosismo, problemi respiratori e sindromi depressive. Esiste, infatti, un diretto e proporzionale legame tra benessere e/o malessere psicofisico ed i molteplici cambiamenti di clima e temperatura.
Per molte persone la primavera porta con sé anche l’ansia: il cambiamento di stagione comporta modifiche climatiche che influenzano mente e corpo, i quali si esprimono attraverso sintomi psicologici e fisici. Spesso si tratta dell’acutizzarsi di disturbi preesistenti che agevola la comparsa dell’ansia per motivi di diversa natura.
La persona tendenzialmente ansiosa tende a cercare costantemente un equilibrio che le consenta di restare il più possibile indisturbata e tranquilla; equilibrio che, di solito, raggiunge evitando il più possibile le novità, i cambiamenti, gli stimoli che richiedano un riadattamento.
In primavera il clima diviene instabile e questo mette a dura prova l’equilibrio della persona ansiosa che deve riadattarsi, continuamente, a condizioni che mutano; tali mutamenti possono innescare reazioni ansiose, soprattutto nelle persone particolarmente attente al proprio corpo ed alle sensazioni fisiche che esso trasmette. Inoltre, dal punto di vista psicobiologico, le variazioni di temperatura e luminosità incidono sui livelli di serotonina e melatonina prodotte dall’organismo influenzando sonno ed umore, con aumento di insonnia ed irritabilità, in alcuni casi, anche con l’insorgere di uno “stato depressivo primaverile”. L’organismo produce anche più cortisolo (l’ormone dello stress) per affrontare le giornate, che diventano più lunghe, con il risultato che i soggetti più sensibili agli stimoli climatici ne producano in eccesso sentendosi poi tesi e stanchi anche per via dell’effetto eccitante di questo ormone.
Possono comparire, quindi, mal di testa, ansia, irrequietezza, eccessiva stanchezza, stress, nervosismo, difficoltà cognitive, insonnia, sonno disturbato, tensione, agitazione psicomotoria, apatia, depressione, sbalzi d’umore. In Italia si stima che una persona su 4 viva tali problematiche e disturbi a causa degli sbalzi climatici, e che tre individui su 10 subiscano i medesimi sintomi al passaggio da una stagione all’altra.
È importante non sottovalutare il fatto che una parte del malessere dipenda anche da ciò che accade nel proprio corpo, oltre che nella propria mente.

Drssa Graziana De Palma
www.grazianadepalma.it

Festività natalizie con il sorriso!

Festività natalizie con il sorriso!

Per godervi i bei momenti delle feste senza rinunciare alla tradizione ed essere più determinati nei giorni feriali, ricordate che:
«La dieta non si fa da Natale a Capodanno, ma da Capodanno a Natale!».

No alla spesa “extralarge”
Evitate di avere la credenza ed il frigo stracolmi. Il consiglio è quello di fare la spesa sempre a stomaco pieno, valutando quante provviste effettivamente servono in casa, al netto degli inviti da parenti o amici. Il danno maggiore alla linea (e anche alle tasche!) è dovuto alle tentazioni che restano in cucina e fanno fare ogni giorno il pieno di grassi, zuccheri e calorie.
Fino al 23 dicembre, dal 27 al 31 e dal 2 gennaio in poi seguire le sane abitudini!!!

Le insolite abbuffate
Rinunciare a una “dieta” rigorosa a Natale, non significa grandi abbuffate: soprattutto se si sta già seguendo un percorso per un sano stile di vita e alimentare, può capitare di non essere più abituati alla digestione di pietanze succulente ed elaborate. Questo vale soprattutto per i pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica che, quindi, mangiano porzioni di cibo ridotte, ed in caso di “esagerazioni a tavola” potreste avvertire disturbi come senso di nausea, vomito e gastrite o dolori addominali vari dopo i pasti. Quindi, «no» alle scorpacciate seriali. Ripetuti e ravvicinanti momenti conviviali, fuori dalle normali abitudini alimentari, possono favorire la difficoltà a rientrare in queste sane abitudini ormai acquisite.

No al digiuno (pre)
È cattiva abitudine arrivare digiuni ai cenoni della Vigilia e del 31 dicembre! Colazione, spuntini di metà mattina e pomeriggio a base di frutta ed un pranzo leggero a base di verdura (ad esempio un buon minestrone con pochi crostini di pane) ci consentiranno di non divorare anche le palline sull’ albero di Natale, quando il ritardatario di turno ci farà aspettare per sederci a tavola!

Gli aperitivi
Se organizzate in casa vostra gli apertivi con parenti ed amici, sostituite gli stuzzichini particolarmente salati e grassi (salatini, patatine, pizzette, salse …) con crudité (finocchi, carote, coste di sedano, pomodorini ecc), macedonia di frutta fresca con succo di limone, grissini, magari accompagnati da bevande sane e fatte in casa come il succo di pomodoro, la spremuta di arance pompelmi limoni … Al bando i superalcolici. Da evitare dolci e cibi cremosi che anche con un intervento di chirurgia bariatrica “passano bene” senza dare alcuna sazietà!

Gratifichiamo la psiche
Ricordiamo sempre che il bello soddisfa la mente e l’anima! Perciò apparecchiamo una bella tavola (curando ogni dettaglio: colori, design delle stoviglie, tessuti, centrotavola …) mettendo nei piatti porzioni adeguate che ci consentano di fare piccoli assaggi di più pietanze senza aver esagerato nel complesso.

L’ingorgo di pietanze
Per tutti, è utile fare una scelta a tavola. Qual è il vostro piatto preferito durante le feste? Ecco, limitate a piccoli assaggi tutto il resto e godete di quello nella giusta misura!

No al digiuno (post)
Sensi di colpa non sono ammessi dopo. Non serve digiunare nei giorni successivi: non aiuta affatto. Piuttosto, è utile fare sport, aumentare le passeggiate, sfruttando tutte le occasioni di movimento, sentendosi sereni con se stessi.

No al pieno di cioccolata
Superato il Natale, fate in modo che la Befana non riempia la calza con dolci e cioccolatini ma porti invece un bel libro, un buono per un massaggio o altro. È utile imparare a trarre soddisfazione non solo dal cibo, ma anche attraverso ciò che può gratificare la psiche e l’anima.

La bilancia che spiazza
Tenete lontana la bilancia. Meglio evitare di pesarsi subito dopo le feste e, vittima dei sensi di colpa, dare inizio a diete squilibrate. Una sana e corretta alimentazione, un buon livello di attività fisica ed un buon contatto con la propria interiorità saranno i migliori buoni propositi per il 2017.

Dr.ssa G. De Palma – psicologa psicoterapeuta specializzata in dipendenze patologiche    328 5864664
Dr.ssa C. Pari – dietista specializzata in obesità e nutrizione pre e post-chirurgia bariatrica 346 2380588

 

Corpo e Psiche

Corpo e Psiche

Mai come nella nostra epoca il disagio psichico ha preso il sopravvento sull’esistenza dell’uomo.
L’Occidente ha prodotto ricchezze e tecnologie senza precedenti, eppure mai come ai giorni nostri la sofferenza è diventata un leitmotiv delle nostre esistenze.
Quindi, nell’era moderna, in cui tutto è veloce, è sempre più difficile prendere contatto con se stessi; i malesseri psicologici sono sempre più frequenti e spesso si esprimono anche attraverso il corpo. Tuttavia, ancora troppo di frequente si tende a separare i concetti di corpo e psiche come se fossero due mondi lontani dimenticando che, al contrario, sono continuamente in relazione tra loro.
Forse, in un’epoca in cui si è tutti troppo di corsa per potersi ascoltare, è importante fare chiarezza rispetto al significato del termine psicosomatica.
La psicosomatica è quella branca della medicina che pone in relazione la mente ed il corpo, ossia il mondo emozionale ed affettivo con il soma (corpo), occupandosi nello specifico di rilevare e capire l’influenza che l’emozione esercita sul corpo e le sue affezioni.

Un tempo per disturbo psicosomatico si intendeva solo una malattia organica per la quale non si riusciva a trovare una causa (quasi a dire che un disturbo psicosomatico era un disturbo “inventato”).
Con lo sviluppo delle ricerche che hanno posto in relazione le emozioni ed il corpo, attraverso le variazioni del rilascio di ormoni e neurotrasmettitori (dimostrando un legame “materiale” tra i due mondi), la psicosomatica ha assunto il ruolo della scienza che guarda all’essere umano come un tutto unitario, in cui la malattia può comparire sia come sintomo organico che come sintomo psicologico.
Si può, quindi, sostenere che le malattie psicosomatiche sono quelle che mettono in atto uno dei meccanismi di difesa più arcaico, esprimendo il disagio psichico attraverso il corpo, poiché l’ansia, la sofferenza, le emozioni, sono troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, perciò non trovano una migliore via di scarico immediata che il corpo.
Nelle persone affette da un disturbo psicosomatico, quindi, il disagio psicologico e le emozioni sono presenti, ma non vengono percepite oppure vengono percepite e non espresse perché manca la capacità di espressione simbolica, manca uno spazio mentale in cui sentire il mondo emotivo in maniera analitica.
Si tratta di persone che hanno una organizzazione del pensiero molto ricca di cose concrete, ma povera di espressione delle emozioni, come se sapessero guardare facilmente attorno a se ma senza riuscire o volere guardare dentro di se; a volte, sono in grado di guardarsi dentro ed ascoltarsi ma rimane l’incapacità di esprimere verbalmente il mondo interno.
In un mondo sempre più tecnologico, sono tante le persone che difficilmente riferiscono sentimenti di rabbia, paura, delusione, scontentezza, insoddisfazione, non perché non provino tali emozioni, ma perché sono totalmente in difficoltà nel far emergere il loro mondo interno. Tutte le loro capacità difensive, infatti, tendono a tener lontani contenuti psichici inaccettabili, a costo di “distruggere” il proprio corpo.
Perciò i cosiddetti “pazienti psicosomatici” tendono a non essere mai soddisfatti della diagnosi (solitamente restituita dal proprio Medico di Medicina Generale) fino a quando non accettano di affrontare il problema con l’aiuto di uno specialista che gli permetta di individuare e risolvere i meccanismi psichici fallimentari.
I disturbi psicosomatici, quindi, per la loro natura, devono essere affrontati sul duplice fronte: psichico e fisico.
I farmaci possono essere necessari per attenuare i sintomi della malattia fisica, mentre la terapia psicologica è indispensabile per comprendere le radici di essa e risolvere le cause profonde.

Si tratta di un percorso articolato attraverso il quale si deve cogliere cosa sta cercando di dirci la psiche con quel sintomo ed imparare ad esprimere meglio le proprie emozioni, in modo che non tornino più ad esprimersi attraverso il corpo in maniera dannosa sul piano fisico.

Dr.ssa Graziana De Palma
Psicologa – Psicoterapeuta
Specializzata in dipendenze patologiche (sostanze stupefacenti, alcol, cibo …)

 

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La Psico nutrizione è un nuovo ed interessante approccio, olistico ed interdisciplinare, tra Scienza della Nutrizione e Psicologia, che esplora le relazioni tra pensieri, sentimenti e credenze inconsce sulla nutrizione, il loro impatto sulle condotte alimentari e sul metabolismo. In particolare si concentra sulle affascinanti connessioni tra cervello, corpo, digestione e comportamento alimentare. Esistono profonde connessioni tra ciò che mangiamo ed il nostro cervello. La Psico Nutrizione affronta in modo nuovo le problematiche più comuni della Fame Emotiva, della Dipendenza dal Cibo e le difficoltà che incontra soprattutto a lungo termine chi vuole dimagrire o vuole stabilire un rapporto più sano e benefico con la propria alimentazione.

Il percorso Psico Nutrizionale prevede, quindi, l’azione congiunta e combinata di due tipi di interventi strettamente correlati: l’intervento del dietista che attraverso il percorso di educazione alimentare, la dieta e la perdita di peso, inciderà su aspetti psicologici (intervento dello psicologo-psicoterapeuta) riguardanti l’autostima, l’immagine corporea, la motivazione al cambiamento e una vasta gamma di emozioni, che a loro volta influiranno positivamente sull’alimentazione.

  • La Dr.ssa G. De Palma (Psicologa – Psicoterapeuta), nel corso del primo colloquio, oltre ad indagare sulla storia psichica del paziente, somministra alcuni test psicologici che daranno indicazioni rispetto alla eventuale presenza di un disturbo alimentare o meno ed indicheranno se vi sono dimensioni della personalità sulle quali è maggiormente necessario lavorare. Si tracciano così le basi per cominciare un lavoro insieme. Sin dal primo incontro, il paziente riceve un elenco di “Strategie Psicologiche” da adottare per seguire, con facilità ed umore sereno, le indicazioni alimentari che riceverà poi dalla dietista. La dr.ssa, inoltre, durante il percorso, aiuterà la persona a trovare la giusta motivazione per ottenere e mantenere risultati ragionevoli, offrendo sostegno psicologico, sia in caso di modificazioni fisiologiche (sonnolenza,  aumento della fame, apatia, etc …) sia in caso di modificazioni a livello emotivo e sociale ( tendenza alla depressione, ansia, irritabilità, isolamento o evitamento di situazioni sociali etc ..). Infine, il supporto psicologico consentirà di gestire la relazione che intercorre tra immagine corporea e sfera emotiva (accettazione di cambiamenti importanti riguardo la propria fisicità, ma anche accettazione dei propri limiti rispetto al dimagrimento). L’intero lavoro insieme verte sull’importanza di acquisire uno Stile di Vita Sano duraturo nel tempo.
  • La Dr.ssa C. Pari (dietista) ha il compito di seguire la persona dal punto di vista nutrizionale. La prima visita consiste in un colloquio approfondito, per un’accurata anamnesi alimentare, e nel rilievo di dati antropometrici che permettono di quantificare il grado di obesità e tipizzarla (es. centrale, periferico, misto). Successivamente alla visita, la professionista curerà l’elaborazione del piano alimentare, a volte anche solo iniziando con modifiche graduali alle abitudini del paziente. Inoltre, la dr.ssa si avvale di strumenti quali i diari alimentari (dove il pz scriverà anche gli stati emotivi). La persona viene così aiutata a modificare, gradualmente, lo stile alimentare e di vita con l’acquisizione di nuove abitudini e nuovi comportamenti. L’obiettivo principale del percorso non sarà solo quello di un importante calo ponderale, ma anche, e soprattutto, quello di educare ad un corretto approccio verso il cibo, insegnare ad alimentarsi in modo equilibrato, affinché il paziente acquisisca un Sano Stile di Vita che sia duraturo nel tempo.
    Allo scopo di rendere il percorso più completo ed efficace il centro prevede la presenza di un team allargato, di cui fanno parte lo Psichiatra e, attraverso una comunicazione a distanza, anche il Medico di Medicina Generale di ogni paziente.
  • Medico di Medicina Generale: È di fondamentale importanza che il medico, dia una valutazione complessiva, indichi alle professioniste su quali comorbilità e fattori di rischio, legati al sovrappeso e all’obesità, sarà bene porre maggiore attenzione (presenza di diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, iperuricemie, …), anche attraverso regolari esami emato-chimici e accertamenti strumentali (ecografie, ecodoppler…). La comunicazione tra i professionisti, prevista dal percorso, permetterà, infine, di integrare i dati raccolti garantendo una attenzione completa al paziente.

Il percorso psico-nutrizionale prevede regolari controlli (psicologa e dietista) ogni 30 giorni per i primi 3 mesi e, successivamente, ogni 45 o 60 giorni per altri 6 mesi.
Gli appuntamenti dopo l’anno sono consigliati ma non obbligatori.
Nel primo anno di percorso, invece, si richiede la massima precisione per raggiungere gli obiettivi che il paziente e l’equipe si prefiggono insieme, anche perché la costanza nel seguire un percorso di lavoro su se stesso eleva l’autostima e, di conseguenza, la psiche aiuta a dimagrire più velocemente!

Obiettivi del Percorso Psico Nutrizionale

  • strutturare un cambiamento nello stile di vita che sia duraturo nel tempo
  • individuare un obiettivo di peso ragionevole e raggiungerlo
  • distinguere fame biologica da fame emotiva ed imparare a gestire quest’ultima senza il cibo
  • trovare la giusta motivazione per portare a termine il percorso iniziato
  • lavorare sulle emozioni negative legate a problematiche relazionali e/o psicologiche
  • migliorare l’autostima ed il contatto con l’immagine corporea
  • controllare le ricadute
Psicologia e Chirurgia dell’Obesità

Psicologia e Chirurgia dell’Obesità

La chirurgia bariatrica (dal greco baros, peso) è quella branca della chirurgia che si occupa del trattamento di pazienti affetti da grave e patologico eccesso di peso. L’intervento chirurgico è l’unica forma di trattamento che porta a una guarigione duratura in un elevatissimo numero di casi. Lo scopo della chirurgia bariatrica è quello di ridurre l’assunzione di cibo tramite la diminuzione della capacità gastrica (interventi di restrizione) o di diminuire l’assorbimento di sostanze nutritive da parte dell’intestino (interventi malassorbitivi), o ancora, di dare una sazietà precoce con meccanismo metabolico negli interventi misti.
Il percorso di Chirurgia Bariatrica è condotto da un’equipe multidisciplinare specializzata per la cura dell’obesità con approccio chirurgico: Medico Chirurgo, Psicologa-Psicoterapeuta, Dietista.

L’Approccio Multidisciplinare permette di affrontare in maniera seria ed efficace i disturbi o i disagi legati al comportamento alimentare, integrando le diverse figure professionali al fine di instaurare un interscambio reciproco di specifiche conoscenze e competenze che portino ad una fattiva e corretta collaborazione nell’interesse del paziente, operando secondo linee guida comuni (SICOB).

Percorso di Chirurgia Bariatrica

Ruolo del Medico Chirurgo
Il pz effettua una prima visita chirurgica e sarà il chirurgo a dare le indicazioni o meno per un eventuale intervento di chirurgia bariatrica. Nel momento in cui un paziente viene giudicato idoneo ad essere avviato al percorso chirurgico, le indicazioni relative al tipo di intervento ed alla eventuale necessità di altre procedure preliminari ad esso (es.: posizionamento di palloncino intragastrico, consulenze specialistiche, procedure diagnostiche di vario tipo, ecc…), verranno definite primariamente dall’equipe bariatrica con l’eventuale ausilio e collaborazione -se necessario- di altre figure specialistiche, di volta in volta identificate, sulla base delle linee guida nazionali SICOB (Società Italiana Chirurgia Obesità).

Ruolo della Psicologa – Psicoterapeuta
dr.ssa G. De Palma
Dietro la nascita e lo sviluppo dell’obesità si nascondono sempre cause psicologiche più o meno importanti. Gli studiosi sono concordi nell’affermare che il soggetto obeso ha sviluppato una dipendenza da cibo, per molti aspetti (anche fisiologici), simile ad altri tipi di dipendenza come l’alcolismo o la tossicodipedenza. Il “motore” psicologico può essere più o meno determinante nell’origine della malattia, mentre è quasi sempre la causa principale della sua cronicizzazione. Determinati comportamenti alimentari rappresentano, infatti, una soluzione, adottata dal soggetto che ne è affetto, per far fronte ad una varietà di fattori stressanti intrapsichici, familiari ed ambientali.

Visita Psicologica Pre – Chirurgia
L’assessment psicologico si basa su colloqui clinici (che consentono una valutazione individualizzata) e sulla somministrazione di test (che forniscono una “valutazione standardizzata”) con lo scopo di ottenere la conoscenza di elementi quali il tono dell’umore, il comportamento alimentare, la motivazione al cambiamento, le aspettative del paziente.

Attraverso una breve raccolta anamnestica, con attenzione anche alle dinamiche delle relazioni parentali, vengono indagate le condizioni attuali e le eventuali patologie e psicopatologie pregresse dell’individuo e del suo nucleo familiare. Ciò, naturalmente, aiuta a ricostruire i vari fattori che hanno contribuito alla formazione del problema/disturbo alimentare obesità.
Il pz accede ad una prima visita psicologica (e lo stesso giorno effettua anche la visita con la dietista) per comprendere se risponde ai parametri, richiesti dalle linee guida Sicob, per seguire l’approccio chirurgico bariatrico e prepararsi a tutte le tappe che il percorso prevede. Attraverso il colloquio psicologico e la somministrazione di test, la psicologa elabora una relazione scritta che invierà al chirurgo. Successivamente, l’equipe multidisciplinare si confronta per decidere insieme verso quale percorso indirizzare il pz. È previsto poi un follow up che consente al pz di essere accompagnato e sostenuto sul piano psicologico contemporaneamente a quello alimentare.
Lo psicologo-psicoterapeuta è affiancato dalla figura dello psichiatra, il quale interviene ogni qual volta un paziente presenta disturbi psichiatrici ed è necessaria anche una terapia farmacologica.

Ruolo della Dietista
La dietista si approccia al paziente affetto da obesità e candidato a chirurgia bariatrica valutando quali siano le abitudini alimentari alle quali porre modifiche (anche in relazione al tipo di intervento che si intende fare).

Visita Dietistica Pre – Chirurgia Bariatrica
Nel corso della prima visita, la dietista effettua un’accurata anamnesi delle abitudini alimentari e di vita del pz; inoltre, indaga sulla storia del peso e precedenti tentativi di dimagrimento, sia con specialisti sia “fai da te”. Particolare attenzione viene posta alla distribuzione degli alimenti nella giornata e all’assunzione, o meno, di cibi liquidi ipercalorici (dato che questi fattori possono incidere in modo negativo sul dimagrimento del paziente sottoposto a chirurgia restrittiva) ed allo stile di vita del paziente (attività lavorativa, abitudine o meno all’attività fisica strutturata e/o spontanea).

Infine, la dietista spiega al paziente, a seconda del tipo di intervento che gli è stato proposto dal chirurgo, come dovrà modificare le sue abitudini e quali indicazioni alimentari dovrà seguire (alimenti e/o bevande da escludere, distribuzione dei pasti nella giornata, tempi da dedicare ai pasti, modalità nell’assunzione dei cibi,…). La preparazione è fondamentale affinché il paziente giunga al momento dell’intervento chirurgico, o dell’introduzione di palloncino intragastrico, ben preparato e consapevole dei cambiamenti necessari da apportare al proprio stile alimentare e di vita. Tali cambiamenti sono finalizzati sia ad evitare complicanze nel post-intervento, dovute spesso a scorrette abitudini alimentari del paziente, sia ad ottenere e mantenere, nel tempo, un buon dimagrimento.

FOLLOW UP
Controlli Chirurgici, Psicologici e Dietistici
Il percorso prevede controlli regolari con l’equipe multidisciplinare.

Il controllo chirurgico si effettua ogni 3 o 4 mesi nel primo anno post intervento ed ogni 6 mesi nel secondo anno. Infine, è necessario un controllo annuale.
I controlli psicologici e dietistici si effettuano ogni 30 giorni per i primi 3 mesi e successivamente ogni 45 o 60 giorni per altri 6 mesi.
A distanza di un anno dall’inizio del percorso, l’equipe proporrà al pz di partecipare ad incontri di gruppo Psico Dietistici ai quali partecipano pz che hanno concluso il percorso individuale, ma continuano ad essere monitorati ed a condividere la propria esperienza con altri.
In ogni caso, si consiglia un controllo individuale (da integrare ai controlli di gruppo) con l’equipe multidisciplinare ogni 6 mesi, per un periodo di tempo che si definisce in base alla soggettività di ogni pz, ed un controllo annuale successivamente.
Nel primo anno di percorso si richiede la massima precisione per raggiungere gli obiettivi che il pz e l’equipe si prefiggono insieme, anche perché la costanza nel seguire un percorso di lavoro su se stesso eleva l’autostima e, di conseguenza, la psiche aiuta a dimagrire più velocemente!