Primavera, che ansia!

Primavera, che ansia!

Arriva la primavera, le giornate si allungano ed aumenta anche il desiderio di stare all’aperto!
Tuttavia, si fanno sentire anche i fastidi del cambio di stagione: ansia, irrequietezza, stanchezza, insonnia, sbalzi di umore, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione, nervosismo, problemi respiratori e sindromi depressive. Esiste, infatti, un diretto e proporzionale legame tra benessere e/o malessere psicofisico ed i molteplici cambiamenti di clima e temperatura.
Per molte persone la primavera porta con sé anche l’ansia: il cambiamento di stagione comporta modifiche climatiche che influenzano mente e corpo, i quali si esprimono attraverso sintomi psicologici e fisici. Spesso si tratta dell’acutizzarsi di disturbi preesistenti che agevola la comparsa dell’ansia per motivi di diversa natura.
La persona tendenzialmente ansiosa tende a cercare costantemente un equilibrio che le consenta di restare il più possibile indisturbata e tranquilla; equilibrio che, di solito, raggiunge evitando il più possibile le novità, i cambiamenti, gli stimoli che richiedano un riadattamento.
In primavera il clima diviene instabile e questo mette a dura prova l’equilibrio della persona ansiosa che deve riadattarsi, continuamente, a condizioni che mutano; tali mutamenti possono innescare reazioni ansiose, soprattutto nelle persone particolarmente attente al proprio corpo ed alle sensazioni fisiche che esso trasmette. Inoltre, dal punto di vista psicobiologico, le variazioni di temperatura e luminosità incidono sui livelli di serotonina e melatonina prodotte dall’organismo influenzando sonno ed umore, con aumento di insonnia ed irritabilità, in alcuni casi, anche con l’insorgere di uno “stato depressivo primaverile”. L’organismo produce anche più cortisolo (l’ormone dello stress) per affrontare le giornate, che diventano più lunghe, con il risultato che i soggetti più sensibili agli stimoli climatici ne producano in eccesso sentendosi poi tesi e stanchi anche per via dell’effetto eccitante di questo ormone.
Possono comparire, quindi, mal di testa, ansia, irrequietezza, eccessiva stanchezza, stress, nervosismo, difficoltà cognitive, insonnia, sonno disturbato, tensione, agitazione psicomotoria, apatia, depressione, sbalzi d’umore. In Italia si stima che una persona su 4 viva tali problematiche e disturbi a causa degli sbalzi climatici, e che tre individui su 10 subiscano i medesimi sintomi al passaggio da una stagione all’altra.
È importante non sottovalutare il fatto che una parte del malessere dipenda anche da ciò che accade nel proprio corpo, oltre che nella propria mente.

Drssa Graziana De Palma
www.grazianadepalma.it